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Che diritto ho di scegliere io al posto tuo?

Data della News: 09/11/2013

Che diritto ho di scegliere io al posto tuo?

Ecco due piccole riflessioni a fatti ai quali ho assistito e che mi hanno fatto pensare molto.

1. Può succedere che ci comportiamo come dei veri tiranni senza esserne consapevoli. Quante volte ci è capitato di esprimerci con un’amica, un fratello, un conoscente -a fatto avvenuto, ma non solo- con frasi tipo:

“Non ti ho invitato alla festa che ho organizzato perché c’era tutta gente che non conosci!”,

oppure

“So che tu non ami il pollo/il pesce/la carne per cui non ti ho detto che io, Caio e Sempronio saremmo andati a mangiare al “Grigliatutto”.  

oppure

“So che tu non hai molta simpatia per Loretta per cui non ti ho detto che saremmo andati alla discoteca “BallaCheTiPassa” che anche lei frequenta”.

Ogni qualvolta ci esprimiamo in questo modo, decidiamo NOI per l’amico/a, il fratello, il conoscente di non venire alla festa, al ristorante, in discoteca; anziché lasciare che sia la persona a decidere ciò che vuole fare, decidiamo noi a priori e non prendiamo nemmeno in considerazione il fatto che una persona possa cambiare idea rispetto a ciò che NOI pensiamo sia la SUA idea. Questo comportamento è spesso agito anche in ambito famigliare. Come può crescere un figlio/una figlia se il genitore -anche per le cose in cui i figli potrebbero decidere autonomamente-  sceglie per loro?

2. Capita di dire ad un amico, un’amica, un famigliare frasi come: “Caspita, questa mattina mi sono svegliato ed avevo male al pollice sinistro”.  Spesso si hanno risposte tipo: “Sì, anch’io stamattina mi sono svegliato ed avevo male al gomito, pensa che ieri …………..”. La persona coglie l’occasione per parlarvi di sé e poi aggancia un altro discorso e un altro ancora e un altro ancora senza avere l’accortezza o la delicatezza di interessarsi a voi e chiedervi: “E ora come stai, hai ancora male al pollice?”.  Credo che gran parte di noi abbia avuto questo comportamento; a volte lamentiamo il fatto che molti parlano, parlano, parlano e “nessuno ci ascolta”. Per ascolto intendo ascoltare con interesse. E noi, noi, quanto ascoltiamo?

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